NUOVA VACCINAZIONE CONTRO LA LEPTOSPIROSI

Nel mese di agosto, presso l’Ambulatorio di Condove, abbiamo rilevato un caso di Leptospirosi in un cane della Valle di Susa. La Leptospirosi è una delle malattie comprese nelle valenze della vaccinazione che annualmente vengono effettuate sul cane, ma da studi recenti si è evidenziato che il ceppo che colpisce il cane sia nel caso riscontrato da noi sia nei casi segnalati da altre strutture veterinarie, si riferisce ad un ceppo nuovo, non compreso nella vaccinazione routinale.

Date queste circostanze consigliamo ai proprietari dei cani che non vivono in casa, che vivono in ambienti rurali o che possono entrare in contatto con topi, roditori e acque contaminate (cani dei cacciatori), che fanno molti spostamenti o lunghe passeggiate, di recarsi presso il proprio veterinario per richiedere la vaccinazione contro questo nuovo ceppo.

Il protocollo vaccinale comprende diversi casi a secondo della circostanza:

Nel cane adulto:

    • alla scadenza annuale del vaccino, invece di fare la leptospira “classica”, si somministra insieme al CEPPI la nuova L4: dopo un mese è necessario eseguire un richiamo ma solo della L4
    • se la scadenza del vaccino è ancora lontana e il cane è fortemente a rischio si può eseguire solo la somministrazione dell’L4, con richiamo dopo 4 settimane e poi alla scadenza routinale del vaccino si richiama CEPPI ed L4

Nel cucciolo il protocollo non cambia:

  • a 4 settimane Puppy CP (cimurro e Parvovirosi)
  • dopo un mese CEPPI + L4
  • dopo un mese CEPPI + L4
  • dopo un anno CEPPI + L4

 

LA LEPTOSPIROSI

La leptospirosi (nota anche come febbre da campo, febbre dei sette giorni, febbre autunnale, febbre dei porcai o febbre pretibiale) è una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico che interessa mammiferi domestici o selvatici e occasionalmente, ma molto raramente e solo in particolari condizioni, l’uomo in seguito a contatti accidentali con animali o materiali organici infetti. È una malattia causata da un batterio della Famiglia delle Spirochete del genere Leptospira.
I sintomi possono variare da lievi a gravi con emorragia o meningite. Se insieme all’infezione compare anche ittero, insufficienza renale ed emorragia la condizione prende il nome di malattia di Weil.

Le leptospire producono tossine che spiegherebbero i danni agli endoteli. Una volta superata la barriera dei tegumenti, le leptospire raggiungono il torrente ematico e, attraverso questo, raggiungono organi e tessuti. Le leptospire si moltiplicano nell’endotelio (foglietto tissutale) dei piccoli vasi, provocando un danno vasculitico, responsabile di tutte le principali manifestazioni cliniche. L’ittero è conseguenza dell’edema dei vasi capillari epatici. L’insufficienza renale è conseguenza del danno tubulare.

Le leptospire sono spirochete, batteri sottili e spiraliformi. Si conoscono più di 200 diversi sierotipi (“serovar”) patogeni. Nel cane i sierotipi piu’ comuni sono Canicola, Grippotyphosa, Ictohaemorrhagiae/Copenhageni e Australis/Bratislava.

Esistono almeno 60 varianti di leptospire saprofitiche non patogene che vivono libere nelle acque.

Il serbatoio più importante delle leptospire è il ratto, benché qualsiasi mammifero possa esserne serbatoio e possa ammalarsi di leptospirosi. Le leptospire, dopo la prima infezione, si localizzano a livello dei tubuli renali dell’ospite e possono essere escreti nell’ambiente con le urine, per anni, anche senza dare segni di malattia, mantenendo un rapporto simbiotico con l’ospite.

L’uomo s’infetta attraverso il contatto con le urine dei mammiferi portatori, principalmente ratti, ma non solo, e la probabilità di infettarsi dipende dalla carica infettante. Tuttavia il solo contatto con l’acqua contaminata da urine infette non può essere sufficiente alla trasmissione dell’infezione perché le leptospire non possono penetrare la cute sana.
Sono a rischio i lavoratori a potenziale contatto con le deiezioni dei ratti, i veterinari e i cacciatori. La trasmissione interumana della leptospirosi è rarissima.

La diagnosi di leptospirosi viene fatta tramite cultura dei batteri da un campione di sangue, con la ricerca del DNA batterico o con la ricerca di anticorpi contro l’infezione. Le leptospire si possono isolare nei tessuti (principalmente di fegato e reni) e nei fluidi corporei degli individui infetti (urine). Le urine sono il materiale dove possono essere più facilmente isolate, perché vi vengono eliminate fin dai primi giorni della malattia.

Nei cani i sintomi dell’infezione e della malattia si presentano sotto forma di vomito, febbre, mancanza di appetito, ridotta produzione di urina, urina insolitamente scura o marrone, letargia, le sclere degli occhi appaiono itteriche (leggermente gialle). Tali sintomi non sono patognomonici solo di tale malattia, così come l’assenza di ittero ne permette di escludere la Leptospirosi tra le diagnosi differenziali.

Nei cani, la penicillina è più comunemente usata per curare la fase leptospiremica (infezione del sangue), mentre la doxiciclina viene somministrata per eliminare lo stato di portatore (soggetto eliminatore di Leptospira).