Sabato 24 marzo 2018 il Dott. Molino ha partecipato al Meeting Leishmaniosi organizzato dalla Clinica San Marco (relatori Dott. Tommaso Furlanello e Dott.ssa Laia Solano-Gallego).

Durante la giornata di formazione, incentrata sui temi dell’immunità nella patogenesi della malattia (perché alcuni cani si ammalano e altri no), del miglior utilizzo dei mezzi diagnostici per la sua determinazione, delle profilassi vaccinali e dei protocolli terapeutici, sono state date utili indicazioni nei campi di prevenzione, diagnosi e cura della malattia.

Per quanto riguarda il primo punto l’utilizzo di prodotti da applicare fra le scapole (spot-on) e collari antiparassitari viene caldamente consigliato non solo per la prevenzione su animali sani, ma anche per la protezione di cani ammalati. Questi ultimi, oltre che essere serbatoi per il parassita, se punti da un flebotomo infetto riacutizzano la malattia in maniera violenta, presente sino a quel momento in uno stato dormiente.
Ancora in ambito preventivo si presenta molto interessante il nuovo vaccino, uscito quest’anno in Italia, che fornisce una buona protezione ma non crea anticorpi che possono confondere l’interpretazione dei test solitamente utilizzati per la diagnosi di malattia; l’assenza di un adiuvante, inoltre, riduce gli effetti collaterali. La vaccinazione rimane in ogni caso consigliata unicamente per soggetti che vivono o devono recarsi in zone endemiche (in Italia la Leishmaniosi è diffusa su tutto il territorio nazionale con incidenza maggiore nel Centro-Sud e nelle zone costiere).

In merito alla tematica della diagnosi di malattia è stato sottolineato come questa non possa basarsi unicamente sulla ricerca degli anticorpi (esami sierologici), ma che piuttosto debba seguire un percorso diagnostico di più ampio respiro, che preveda la valutazione contemporanea di dati anamnestici, clinici ed ematologici. Ad integrazione degli altri esami, le tecniche di  biologia molecolare (PCR) sono sempre consigliate perché permettono di definire la carica parassitaria e di monitorare in modo ottimale la risposta alle terapie.

Proprio su questo ultimo aspetto si è concentrata l’ultima parte del programma. Il monitoraggio del paziente, sia lungo tutto l’arco della terapia (a livello ematologico e di carica parassitaria) sia al termine di essa, rimane fondamentale per stabilirne dose e durata e per ridurre eventuali effetti avversi.

Si ringrazia la Clinica San Marco per aver offerto questa interessante occasione di aggiornamento.

 

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